Lampade abbronzanti fanno male? Facciamo un po’ di chiarezza

Lampade abbronzanti fanno male? Facciamo un po’ di chiarezza

E’ capitato, negli ultimi anni di assistere a programmi televisivi o notiziari, oppure di leggere articoli sui giornali dove si parla o si scrive riguardo le “lampade abbronzanti”, sempre e soltanto in maniera negativa.

Intanto viene da dire una cosa: se si vuole fare un’informazione seria quando si fa un dibattito in una trasmissione televisiva bisogna mettere a confronto a un dermatologo che denigra le “lampade abbronzanti”, almeno un altro, sempre medico, che ne ha un opinione differente ( e ce ne sono!), e non, come sempre e’ capitato, che il dibattito sia a senso unico.

Viene spesso ribadito che, nel 2009, l’organizzazione mondiale della salute ha classificato le “lampade abbronzanti” come l’alcol e il fumo e ne ha sconsigliato l’utilizzo.

Inoltre si dice che in alcuni paesi del mondo le “lampade abbronzanti” sono state vietate e negli Stati Uniti e’ stata introdotta una tassa di per ogni seduta abbronzate.

Quello che non viene mai detto pero’ e’ che nella Comunita’ Europea esiste una legge, che in Italia e’ entrata in vigore nel 2011, fatta dal ministero della Salute e dello Sviluppo Economico, che regolamenta in maniera dettagliata le “lampade abbronzanti” e il loro utilizzo.

Cosa viene detto?

Intanto alle aziende produttrici che devono costruire “lampade abbronzanti” la cui irradianza efficacie eritemale non deve superare 0,3W/m2 e che, si devono adottare dei sistemi di sicurezza tali da non poter nuocere a chi si sottopone alle sedute abbronzati.

In tale legge si vieta, giustamente, di sottoporre a sedute abbronzanti minorenni, donne in gravidanza, persone che soffrono di neoplasie della cute e che si scottano facilmente, persone che stanno assumendo farmaci.

Inoltre si obbliga l’utilizzo di occhiali protettivi, e si vieta di mettere cosmetici accelleratori dell’abbronzatura e anche protezioni solari ( contrariamente da quanto si sente spesso dire), perche’ potrebbero alterare i valori delle emissioni.

E’ importante ancora sapere che, a seconda del proprio fototipo, ci sono delle tempistiche di esposizione, che tra la prima e la seconda seduta bisogna aspettare 48 ore, e che dopo un ciclo di trattamenti far passare almeno un mese.

Ci sono tutta una serie di informazioni che in ogni centro estetico devono essere visibili prima di sottoporsi a una seduta abbronzante.

In buona sostanza, sono imposizioni e consigli che, di fatto, non sono contrarie all’uso di “lampade abbronzati”, ma all’abuso!

E allora, perche’ non dire che ci sono aziende di “lampade abbronzanti” che hanno dovuto investire per acquistare costosi strumenti per essere a norma di legge.

Perche’ non dire che alcuni centri estetici hanno sostituito vecchie “lampade abbronzanti” con altre rispettose della norma, o che hanno comprati i kit di adeguamento investendo comunque del denaro.

Perche’ non dire che la normativa Europea, e quindi Italiana, e’ diversa e molto piu’ attenta che nel resto del mondo, dove le emissioni sono libere!

Se non si dicono queste cose si rischia di accanirsi contro un settore, quello delle “lampade abbronzanti” che in passato ha prodotto ricchezza, fatturati e posti di lavoro che sono stati polverizzati.

In questo momento di congiuntura economica negativa appare oltremodo fuoriluogo.

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